Bagnanti - Migranti / Ventimiglia Luglio 2015

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 Bagnanti a Ventimiglia, poche centinaia di metri prima del confine con la Francia.
Bathers in Ventimiglia, a few hundred meters from the border with France.
9, 11, 12, 13, 16 Tende di fortuna, materassi e coperte sugli scogli e sul ciglio della strada a pochi passi dalla frontiera con la Francia.
Makeshift campsite, mattresses and blankets put on both the rocks and roadside, a few steps away from the French border.
10, 14 Ritratti di migranti.
Portraits of migrants.
15 Le impronte che l'Europa scheda impresse sugli scogli di Ponte San Ludovico in segno di protesta contro la chiusura delle frontiere.
Fingerprints that European control system puts on record, which are printed in the rocks in Ponte San Ludovico, as a sign of protest against the closing of borders.
17 , 18 , 19 Ogni sera i migranti ed i ragazzi volontari del Presidio permanente No Borders si incontrano per discutere le strategie del giorno, pulizie degli spazi e convivenza con la comunità circostante.
Every night migrants and "No Borders" voluntary workers meet up with each other in order to talk and discuss about plans of action, from arranging dedicated spaces and areas to their living together as a community.
20, 22 Migranti dormono all'alba del 6 luglio sugli scogli di Ponte San Ludovico.
Migrants sleeping on the rocks in Ponte San Ludovico at dawn time of the 6th of July.
21 Ponte San Ludovico con Mentone sullo sfondo.
Ponte San Ludovico and Mentone in the background.
23 Bagni di fortuna ricavati sotto le arcate del passante ferroviario che divide il confine italo-francese.
Provisional restrooms underneath the railway arches.
24, 26 Migranti dormono sotto le arcate del passante ferroviario, nella foto numero 35 il migrante nel centro dell'immagine avvolto dal lenzuolo bianco è affetto dalla scabbia, le cure mediche vengono effettuate dai volontari della Croce Rossa Italiana e Francese, mentre il cibo viene distribuito la sera dai volontari musulmani francesi.
Migrants sleeping below the railway arches, in the photograph #35 the migrant in the middle of the picture, wrapped up in a white bed sheet suffers from scabies. Medical care and treatments are given by Croce Rossa volunteers (both Italians and French), whereas nourishment is arranged and distributed by French Muslims.
25 Indumenti ad asciugare su alberi e cancellate.
Clothes drying up, hung up trees and fences.
27 Migrante che dorme.
A migrant sleeping.


Il paesaggio scorre veloce lungo i finestrini del treno regionale 10103 che porta a Ventimiglia. Penetrando nell'ombra dei palazzi la skyline del boom edilizio opprime la bellezza romantica delle case fatiscenti del centro storico arroccate dinnanzi al mare. Sotto il sole di luglio un flusso continuo di persone scorre come un fiume in piena all'interno del sottopasso ferroviario, le gocce di sudore scivolano lungo i volti affaticati della gente, la temperatura è africana come africani sono gli sguardi smarriti delle persone che bivaccano ai lati dell'ingresso della stazione, alcuni dormono distesi al suolo, altri parlano tra loro, altri ancora guardano ed osservano in silenzio il popolo vacanziero che corre intorno a loro.
Dopo poche centinaia di metri balza subito agli occhi il presidio sugli scogli di Ponte San Ludovico, in un lembo di rocce stretto e lungo adiacente alla strada. Un cartellone con disegnato un'allegro pesciolino indica la spiaggetta dei Balzi Rossi dove sostano i turisti, il paesaggio circostante crea un forte contrasto visivo ed emotivo con lenzuoli bianchi che sventolano al vento sopra gli scogli, materassi distesi ovunque lungo il ciglio della strada e sacchi sparsi contenenti rifiuti. I migranti sono una cinquantina, quasi tutti sudanesi, eritrei e somali, volontari della Croce Rossa Italiana e Francese assicurano vestiti puliti, beni di prima necessità e cure mediche. Ogni sera i migranti ed i ragazzi volontari del presidio permanente "No Borders" s'incontrano per discutere le strategie del giorno, pulizie degli spazi e convivenza con la comunità circostante. Sono le sette di sera quando i volontari della Fratellanza Musulmana provenienti dalla Francia distribuiscono la cena dal bagagliaio di una station wagon, vengo invitato a cenare in compagnia di tre ragazzi, mi adagio sopra un tappeto indiano disteso al suolo come tovaglia, incrocio le gambe e stringo le mani dei tre giovani, in quel piccolo intreccio di tessuti colorati l'ospite sono io, gli sguardi dolci di chi non possiede nulla mi trattano con riverenza e mi viene offerto tutto quello che possono offrirmi del loro cibo appena ricevuto. Moustafa ha 20 anni e proviene dal Sudan, è preoccupato perchè l'ultima volta che ha sentito sua mamma è stato oltre un mese fa, in Libia, prima di intraprendere il lungo viaggio della speranza attraverso il Mediterraneo, mi guarda con gli occhi lucidi di chi cerca delle risposte, con la voce strozzata e tono basso mi domanda:
-why? why? why?
Ripete la stessa parola per una decina di secondi che a me paiono interminabili, ogni volta che le sue labbra pronunciano quel "perchè?" il mio capo si china sempre più per la vergogna che provo nel non riuscire a dargli una risposta.
Gli altri due ragazzi sono afghani, Ahmad ha 26 anni e Sami 24, entrambi provengono da Kabul, hanno percorso il tragitto a piedi e con mezzi di fortuna, prima di riuscire ad entrare in Grecia dopo oltre due mesi di viaggio. Tra un boccone e l'altro traduciamo i nomi del cibo presente sul tappeto in italiano, afgano e arabo, le risate per le nostre buffe pronunce si susseguono sino a quando cala il sole. Le stelle e la luna riflettono il loro candore sulla superficie frastagliata del mare. Coperte e lenzuoli avvolgono i migranti sparsi ovunque tra gli scogli ed il ciglio della strada. Alcuni tenteranno di raggiungere la Francia con il treno, altri si inoltreranno tra la boscaglia dei monti di confine, seguendo sentieri e guide improvvisate che per 150 euro o più mostreranno loro il cammino della speranza.

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